L’allenamento della forza è fondamentale per affrontare qualsiasi disciplina sportiva. Sgombriamo immediatamente il campo da ogni equivoco. Primo non associamo l’allenamento della forza in maniera univoca con quello alle macchine in palestra. Secondo vi sarà probabilmente capitato di leggere più volte che per chi pratica la corsa dal mezzofondo prolungato in su l’allenamento della forza è controproducente. La verità è che ogni attività fisica ha la sua forza specifica e che anche quando si fanno 20 minuti di corsa si sta allenando la forza,quindi impossibile non allenarla e ogni disciplina ha il suo allenamento produttivo.
Scopo di questa serie di articoli sarà di descrivere le “tipologie di forza” necessarie in relazione all’attività sportiva affrontata, ricordando che le categorie che verranno proposte sono una semplificazione volte a fare chiarezza,ma che in realtà ovviamente in ogni tipo di sforzo concorrono più forze (ad esempio un maratoneta prediligerà lo sviluppo della forza resistente,ma nei cambi di ritmo o negli sprint finali necessiterà di una forza esplosiva e comunque per chi corre ad alto livello serve una componente di fire bianche per mantenere certi ritmi).
Successivamente gli allenamenti della forza e la periodizzazione degli allenamenti facendo, nelle ultime puntate,una differenza tra le varie distanze nella corsa e un accenno all’allenamento della forza nel calcio.
Procediamo con ordine. La prima cosa da sapere è che i muscoli sono composti da cellule chiamate fibre muscolari. si dividono in due grandi categorie
1. Fibre bianche o di tipo 2: responsabili della forza esplosiva\veloce
2. Fibre rosse o tipo 1: responsabili della forza resistente
Per la verità esiste un ulteriore divisione all’interno delle fibre 2. Le fibre 2b esplosive e poco resistenti alla fatica e le fibre intermedie o tipo 2a, che sono sempre fibre veloci,ma meno esplosive e più resistenti. Ci sono poi le 2c: queste con un allenamento adeguato e costante possono trasformarsi in parti in uno degli altri due tipi di fibre (1 o 2).
La percentuale del tipo di fibre presenti è determinata in gran parte da un fattore genetico. Quindi c’è chi nasce maggiormente predisposto per sport esplosivi e chi per sport resistenti. Con l’allenamento dicevamo pare sia possibile dirottare una fibra verso un tipo o l’altro. Precisamente (ma ci sono ancora studi aperti)che sia più facile che una fibra bianca diventi rossa che viceversa. Certo è che la scelta di sport in età giovanile influenza in maniera determinante questa variabile, anche perché le fibre del tipo 2c in quel momento possono essere trasformate in un modo o nell’altro.
Parlando di numeri prendiamo i due estremi delle discipline sportive: un velocista avrà una componente bianca del 60/65% e una rossa del 35/40%. Un maratoneta potrà invece avere una componente rossa che supera l’80%.
Per questo Bolt ad oggi non terminerebbe una maratona in modo decoroso e Baldini sui 100 mt forse non si qualificherebbe nemmeno ai provinciali si San Marino (forse..).
Nella prossima puntata i tipi di forza e i tipi di allenamento della forza.
giovedì 31 dicembre 2009
VIAGGIO NELLA FORZA1ª puntata
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Ciao Simone, a quando la seconda puntata della forza? Spiegherai anche i vari momenti dell'anno in cui allenare più un tipo di forza o un altro a seconda dello sport affrontato?
RispondiEliminagrazie
Daniele
Ciao Daniele, entro il fine settimane pubblicherò la seconda parte e farò cenno su cosa allenare e i tempi di "trasformazione della forza" per prepararsi pe runa competizione o serie di competizioni
RispondiElimina